🩺 Le parole sono sintomi - Ep. 31 - SENSO
Le parole sono sintomi perché rivelano anche ciò che manca. E quando una parola scompare dal linguaggio quotidiano, spesso è perché è diventata difficile da sostenere nella realtà.

“Senso” è una parola fondamentale.
Deriva dal latino sensus, da sentire: percepire, accorgersi, cogliere. Non indica solo il significato di qualcosa, ma il modo in cui entriamo in relazione con il mondo. Il senso non è astratto: è esperienza. È direzione. È orientamento.
Avere senso significa sapere dove si va e perché.
Eppure oggi è una parola rara.
Nel linguaggio professionale quasi non compare. Non si parla di senso, si parla di obiettivi, risultati, performance. Parole precise, misurabili. Ma fredde. Strumentali.
Il senso, invece, non si misura. Si riconosce.
È ciò che tiene insieme le parti. È ciò che rende coerente un’azione, una scelta, un progetto. Senza senso, anche le attività più efficienti diventano vuote.
Nel linguaggio contemporaneo, la parola che più spesso prende il posto del senso è OBIETTIVO.
L’obiettivo indica un punto da raggiungere.
Il senso indica una direzione da abitare.
L’obiettivo può essere centrato anche senza capire perché.
Il senso richiede comprensione.
Quando il senso scompare, tutto si riduce a esecuzione. Si fanno cose, si raggiungono risultati, si chiudono task. Ma manca il filo che collega. Manca la coerenza. Manca, soprattutto, la motivazione profonda.
È un sintomo evidente del nostro tempo. Sappiamo cosa fare, ma non sempre sappiamo perché farlo. Siamo allenati a raggiungere obiettivi, ma disabituati a cercare senso.
E senza senso, anche il successo rischia di apparire vuoto.
Le parole sono sintomi.
Se “senso” è una parola che non usiamo più, forse non è solo una questione linguistica. È che abbiamo smesso di chiederci dove stiamo andando davvero.








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