Quando una norma non vieta di vendere, ma vieta di disturbare
Il 31 marzo 2026 la Camera ha approvato il cosiddetto Decreto Bollette. Ora il testo passa al Senato e l’approvazione definitiva è prevista entro il 21 aprile.
Dentro questo provvedimento c’è una modifica destinata a cambiare il modo in cui si vende energia in Italia.
Per la prima volta, il legislatore (aggiungendo alcuni commi all'art. 51 del D.lgs 206/2005) introduce nel Codice del consumo  un principio semplice: non si può più telefonare per vendere luce e gas, salvo due eccezioni precise e dimostrabili.
Non è una regolazione tecnica. È un cambio di paradigma.
Per anni il telemarketing energetico ha funzionato su una logica difensiva: il consumatore doveva proteggersi — iscriversi al Registro delle Opposizioni, revocare consensi, bloccare numeri.
Ora la responsabilità si sposta: è l’azienda che deve dimostrare di avere un titolo legittimo per contattare.
Questo spostamento non è solo giuridico. È culturale.
Le telefonate saranno consentite solo quando la persona ha chiesto di essere ricontattata oppure quando è già cliente e ha espresso un consenso specifico. In tutti gli altri casi, la telefonata è illegittima.
E c’è un elemento decisivo: il contratto concluso dopo una chiamata vietata è nullo.
Non annullabile. Nullo.
Il valore economico di una vendita scorretta può azzerarsi in un istante. È qui che la norma diventa leva di mercato.
Dal punto di vista del marketing, il messaggio è chiaro: non basta più generare contatti, bisogna generare contatti legittimi.
Per molte organizzazioni sarà uno shock. Database acquistati e campagne massive perderanno valore. Non perché impossibili, ma perché rischiose. E quando un canale diventa rischioso, smette di essere conveniente.
Le aziende più preparate, invece, partono avvantaggiate: relazioni reali, consensi tracciabili, CRM solidi.
Non tutto cambierà subito. Parte del telemarketing aggressivo continuerà a operare dall’estero o con numeri mascherati. Ma la norma introduce un meccanismo più efficace: toglie valore economico alle pratiche scorrette.
Ed è questo il punto.
Il diritto non proibisce soltanto. Cambia gli incentivi.
Nel settore energia non si vieta il marketing telefonico. Si impone che poggi su una relazione reale e dimostrabile.
Chi ragiona in quantità farà fatica.
Chi investe sulla qualità del contatto avrà un vantaggio competitivo enorme.
Il futuro non sarà deciso dal numero di telefonate fatte.
Ma dal numero di persone che scelgono di essere contattate.
#Dirittoemarketing







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